BIRTHH

Giovedì 10 set

Cambiare all’improvviso la lingua delle proprie canzoni può essere un grande azzardo, un salto nel vuoto di cui è difficile prevedere gli esiti. Sempre che tu non ti chiami Alice Bisi, in arte Birthh, ossia una delle migliori penne del nostro cantautorato degli ultimi 10 anni.

Risale esattamente a 10 anni fa il suo esordio folgorante, “Born in the woods”, nel frattempo sono arrivate molte canzoni, una vita negli Stati Uniti, e qualche mese fa il primo disco in italiano, “Senza fiato”, una raccolta prettamente urban-pop, che si interroga senza mezzi termini sul senso di disorientamento di un’intera generazione, tra cambi repentini di genere, attimi di dolcezza, e barre pungenti.

I nuovi abiti di Birthh sono pronti per essere indossati sull’erba del Doss.